C’è un verso famoso di Fiorella Mannoia che recita: “Ci troverai qui, con le nostre paure e le nostre voglie di cambiare”. È una frase che parla di noi, delle nostre storie e del coraggio che ogni donna racchiude in sé, anche quando la vita sembra aver spento i riflettori sulla speranza.
In occasione del Solstizio d’Estate e della festa di San Giovanni Battista — il momento dell’anno in cui la luce tocca il suo punto più alto — come Centro Antiviolenza “Il Bucaneve”, e Comunità per donne e bambini in difficoltà, abbiamo voluto regalarci un tempo speciale. Un’esperienza di condivisione in cui la poesia, l’ascolto e la musica hanno saputo creare una vera e propria magia.
Tra luci ed ombre

Nel nostro percorso quotidiano di formazione e affiancamento, il tema della luce torna spesso: la luce che cerchiamo, le ombre che ci lasciamo alle spalle. Ci siamo ritrovate alle 19,00 per vivere insieme la Liturgia della Luce. È stato un momento intimo, iniziato con una breve riflessione e arricchito dai pensieri e dai messaggi personali scritti da ciascuna delle ospiti delle nostre comunità.
Poi, la serata ha preso la forma di un rito profondo e liberatorio attorno al braciere. Ognuna delle donne presenti ha affidato al cartoncino i due volti della propria esistenza: il positivo, da custodire e valorizzare, e il negativo, da lasciar andare. Consegnare quei fogli al fuoco non è stato un semplice gesto simbolico, ma un atto di affidamento e di volontà: il primo passo per reinventarsi, trasformando il dolore in cenere e la cenere in nuova vita.
L’emozione di una vita riconquistata

L’emozione che si respirava era densa, tangibile. Si leggeva chiaramente negli sguardi luminosi, negli occhi finalmente lucidi di speranza, e in quegli abbracci stretti e sinceri che le mamme cercavano e donavano ai propri figli.
Dopo la commozione, la serata si è trasformata in una vera festa della vita. La gioia è passata attraverso la condivisione di una cena speciale, preparata dalle mani delle nostre ospiti, per poi concludersi tra canti e balli aperti a tutte. Musica e movimento sono diventati il segno visibile e liberatorio di una vita riconquistata, riafferrata e, finalmente, riapprezzata.

Il Bucaneve e la forza di fiorire
Come il bucaneve è il primo fiore capace di bucare la neve fredda per cercare la luce della primavera, così le donne accolte nelle nostre comunità ci dimostrano ogni giorno che è possibile riemergere, anche dalle situazioni più buie.
A tutte loro va il nostro grazie per il coraggio dimostrato, per la bellezza condivisa e per averci ricordato, ancora una volta, che da ogni ombra si può sempre rinascere verso la luce.